IL GENIO ARCHKIDSTAR: BRUNO MUNARI

IL GENIO ARCHKIDSTAR BRUNO MUNARI

Se ascolto dimentico,

se vedo ricordo,

se faccio capisco

Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare.

Eclettico artista e designer italiano, con il suo lavoro Bruno Munari ha rivoluzionato il mondo delle arti visive (dal design industriale alla scultura, dalla pittura alla cinematografia…) e lasciato dei veri tesori anche al mondo dell’educazione.

Esistono giochi finiti e giochi infiniti, i giochi finiti sono basati sulla competizione e la vittoria, ai giochi infiniti invece si gioca per il gusto del gioco.

Alcuni giochi MUNARI:

PIU’ e MENO

gioco visivo composto di 72 carte con varie immagini, trame, forme e colori, molte su sfondi trasparenti.

Il bambino (ma anche l’adulto!) può quindi giocare con le trasparenze, sovrapporre le carte e comporre così infiniti scenari e trame.
Non esiste un percorso prestabilito o un limite definito: attraverso la sovrapposizione e la sottrazione di queste carte sarà possibile raccontare storie sempre diverse, il cui collante sarà solo la creatività del narratore!

Come spiega infatti Alberto Munari (figlio di Bruno) è centrale: “Non dire cosa fare ma come“.

È giusto che i bambini possano esprimersi in piena libertà, senza l’interferenza dell’adulto. Solo in questo modo potranno divenire indipendenti e imparare a risolvere i problemi.

Come direbbe la nostra cara Maria Montessori: “Aiutami a fare da me!”.

IL GIOCO DEI PRELIBRI
“Sono una serie di 12 piccoli libri (10 x 10 cm) dedicati ai bambini che non hanno ancora imparato a leggere e scrivere, disegnati per adattarsi alle loro mani e assemblati usando diversi tipi di materiali, colori e rilegature.

Offrono una varietà di stimoli, sensazioni e emozioni, che nascono dall’accostamento di percezioni e immagini: “dovrebbero dare la sensazione che i libri siano effettivamente fatti in questo modo, e che contengano sorprese. La cultura deriva in effetti dalle sorprese, ossia cose prima sconosciute” (Bruno Munari).

QUESTA E’ UN’INTERVISTA DEL 1980 DELL’ARCHKIDSTAR

A – Che cos’è un libro?
B – Un oggetto fatto da tanti fogli, tenuti assieme da una rilegatura.
A – Ma cosa c’è dentro?
B – Di solito ci sono delle parole che, se fossero messe tutte in fila su una riga sola, questa riga sarebbe lunga chilometri e per leggerla bisognerebbe camminare molto.
A – Ma che cosa si legge in quelle parole?
B – Si leggono tante storie diverse, storie di gente di oggi o dei tempi antichi, esperienze scientifiche, leggende, pensieri filosofici o politici molto difficili, poesia, bilanci economici, informazioni tecniche, storie di fantascienza…
A – Anche favole?
B – Certamente anche favole, storie antiche, nonsense, limerick.
A – Con tante figure?
B – Certe volte con moltissime illustrazioni e poche parole.
A – Ma a cosa serve un libro?
B – A comunicare il sapere, o il piacere, comunque ad aumentare la conoscenza del mondo.
A – Quindi se ho ben capito serve a vivere meglio.
B – Spesso sì.
A – Ma la gente li usa questi libri?
B – Alcuni ne leggono molti, altri li usano per decorazione, c’è gente che ha in casa un solo libro: l’elenco dei telefoni.
A – Allora sarebbe utile che anche i bambini di tre anni cominciassero a familiarizzarsi con il libro come oggetto, a conoscerlo come strumento di cultura o gioco poetico, ad assimilare quella conoscenza che facilita l’esistenza.
B – La conoscenza è sempre una sorpresa, se uno vede quello che sa già, non c’è sorpresa. Bisognerebbe fare dei piccoli libri tutti diversi tra loro ma tutti libri, ognuno con dentro una sorpresa diversa, adatta a bambini che non sanno ancora leggere.
A – Posso averne uno anch’io?
B – Ne avrai una intera biblioteca, piccoli libri di tanti materiali diversi, di tante materie diverse: un libro di ottica, un libro di avventure tattili, un libro di geometria dinamica, uno di ginnastica, uno storico culturale, uno di filosofia, un romanzo d’amore, un libro pieno di tutti i colori, un libro trasparente, un libro morbido, un libro di fantascienza…
A – Ma come si chiamano questi libri?
B – I PRELIBRI.
A – Li voglio subito.

…A PRESTO ARCHTONIA

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